This last week has seen tension in Italy regarding the Roman Catholic church and its new, openly political vocation. In particular, the head of the Italian Conference of Bishops, Archbishop Angelo Bagnasco, who has used strong language against some future social legislation in Italy, has been threatened. Moreover, the fact that some person or persons sprayed graffiti on the door of the Archbishop's church in Genoa, has caused the Italian state to react. The criticism expressed by the graffiti-writer was 'Bagnasco Vergogna' ('Bagnasco, Shame on you'), which in the political language of any other free, western country would be considered mild, to say the least. But in Italy the official Vatican newspaper has compared criticism of the church to 'terrorism'.
The result is, as you will see, that the local secret services (DIGOS) have been called in. Is this the first case of the secret service of a country of the European Union (Italy) being used to protect the servants of a non-EU or 'extracomunitario' state (The Vatican) from criticism. Are the Italian secret services being used to prop up the Vatican thought controllers? We do not criticise the decision, we only ask the question.
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/bagnasco-sotto-scorta/bagnasco-sotto-scorta/bagnasco-sotto-scorta.html
Sotto scorta il presidente della Cei
"Bagnasco vergogna" sul portone del Duomo
di NADIA CAMPINI
GENOVA - Il presidente della Cei monsignor Angelo Bagnasco è da ieri sotto la protezione della polizia. Ieri mattina all'alba è comparsa sul portone centrale della cattedrale di San Lorenzo a Genova, la città dove Bagnasco è arcivescovo, una scritta a lettere cubitali tracciata con la vernice spray bianca: "Bagnasco vergogna", la risposta alle dichiarazioni dell'arcivescovo sui Dico, che nei giorni scorsi avevano sollevato polemiche senza precedenti. Scattata la telefonata alla polizia, per precauzione la questura di Genova ha deciso che d'ora in poi nelle sue uscite l'arcivescovo sarà accompagnato dalla scorta.
Sabato sera le precisazioni ufficiali dell'Arcidiocesi e dell'Avvenire avevano tentato di disinnescare il caso sollevato dalle parole di Bagnasco, spiegando che nel suo discorso il vescovo non aveva assolutamente voluto accostare i Dico all'incesto e alla pedofilia, ma la polemica non si è placata. E gli effetti si sono visti ieri mattina con la scritta sul portone della cattedrale. Ad accorgersene sono stati i custodi nelle prime ore del mattino, che hanno avvisato la polizia; subito sono arrivati una volante e gli uomini della Digos. Alle dieci la scritta era già stata cancellata.